


Nuovo post da settembre..Quando si dice la costanza..Forse sarebbe stato meglio un inizio pompato, glorioso, avvolgente, evocativo, con tanto di trombe... ma dovrei pensarci su una settimana e finirei col dimenticare di scrivere un nuovo post..
Pensavo di avere poche cose da scrivere, forse nessuna, ma se mi metto davanti a questa griglia, finisce che qualcosa lo dico sempre. Il silenzio è una grande virtù, che non mi appartiene molto, anche se forse da settembre a ora la stavo acquisendo.
"Ricorda ieri, vivi oggi, sogna domani".. questa frase spesso scritta nei diari delle ragazzine insieme a tante altre che tutte ammucchiate perdono ognuna del proprio senso, presa singolarmente è una di quelle che si salva. Perchè? obiettivamente è una sciocchezza..Ma nella sua semplicità è come se racchiudesse la chiave della felicità.... o no? é questa la domanda!
Se uno riuscisse a vivere l'oggi ricordando lo ieri e sognando il domani riuscirebbe a pieno a vivere l'oggi? o perderebbe tempo a ricordare ieri o a sognare domani? Poi non è per tutti un bello ieri da ricordare o un bell'oggi da vivere, quindi a queste persone cosa resta? sognare il domani.. C'è chi ieri ha visto cose atroci, come in Africa ad esempio: la fame, le guerre civili, la malattia, la povertà..I bambini del Ruanda ogni giorno vivono nel terrore della guerra civile, e se pensano al giorno precedente vedono ancora la guerra civile, ancora sangue.. Possono solo sognare un domani senza guerre. Così in Darfur dove la popolazione è sterminata ogni giorno dallo stesso governo sudanese che applica la pulizia etnica.. e così ancora in Sierra Leone o in Burundi o in moltissimi altri stati.. e chi comunque non vive questi strazi, affronta la fame, la sete, la malattia ogni giorno.. e non solo in Africa.. I bambini Pakistani costretti a lavorare senza cibo, picchiati maltrattati.. O in posti come Città del Messico o in Guatemala dove la povertà, la tossicodipendenza, la delinquenza e la criminalità sono a livelli raccapriccianti..
E anche uscendo da questo quadro tragico (ma reale), chi si sente di vivere pienamente l'oggi, ricordando gioiosamente lo ieri e sognando un roseo domani? Chi è che non vede un piatto e sterile ieri, come forse oggi e come probabilmente domani?